Project

PREMISES
COMMAND-ALTERNATIVE-ESCAPE is an exhibition project that will take place at the end of the 24th Course in Curatorial Practice in Venice. The students of the school have been reflecting on an ongoing issue: the echo chambers phenomenon. This debate has highlighted how, despite the internet having been conceived with the clear intent of democratising information to make it accessible to everyone, it has often led to the opposite effect. The exponential spread of news has led to the creation of so-called “filter bubbles”; thinking categories that represent a personal and specific comfort zone, within which each individual keeps his or her belief system intact. This premise has been fundamental to the central theme of the project: to investigate the dichotomy between freedom and security, analysed across different aspects of everyday life. This topic has been the subject of philosophical debates for centuries, but its social and political implications prove its current relevance: what is it that makes us feel free, and what, on the other hand, makes us feel secure? Where is the distinction between the definition of freedom and that of security?

THE EXHIBITION
COMMAND-ALTERNATIVE-ESCAPE COMMAND-ALTERNATIVE-ESCAPE is a site-specific exhibition that tries to critically analyse the individual solutions that human beings adopt to overcome the opposition between freedom and security. In a globalised world, where access to information appears democratic and unlimited and where geographical and cultural boundaries have given way to a wider, more diverse, constantly connected community, the result of this excess of freedom seems to be an inward-looking tendency. The increasing bewilderment in a world without barriers, open to the free circulation of goods and people, is such that security measures are exponentially augmented, in exchange for a worrying restriction on personal freedoms.
The insecurity that results from the inability to trace a physical border, within which we can identify ourselves and our freedoms, in a world increasingly detached from reality, means that this “reality” loses its essence. This gives way to a virtual reality capable of creating secure individual microcosms. The result is a conscious self-limitation of the freedom of information, in favour of comfort zones, in which stereotypes feed themselves and each person’s critical viewpoint is sedated. In this respect, sociologist and philosopher Zygmunt Bauman, uthor of the well-known study Liquid Modernity, states that: “Security not in the sense of safety from terrorists, burglars, or pickpockets… but security in the sense of knowing where you are, who you are, on what kind of future you can count [on], what will happen, whether you will preserve your position in society or whether you will be degraded and humiliated — this sort of security…This sort of security for many, many people — a rising number of people — looks at the moment more attractive than more freedom”.
The dichotomy between freedom and security has been investigated since antiquity, each time highlighting, with varying degrees, how one is in opposition to the other, and how the first necessarily compromises the second.

COMMAND-ALTERNATIVE-ESCAPE displays artworks by contemporary artists reflecting on their individual spheres. Whether the polarisation between freedom and security is seen as a dialectical process or whether these ideals are seen to correspond to the same existential state, COMMAND-ALTERNATIVE-ESCAPE valorises works that pierce collective ideologies and go beyond personal limitations and individual truths. Through this process, a reflection is made on the potential conflicts, ironies, dangers and opportunities inherent in the words freedom and security.

PREMESSE
COMMAND-ALTERNATIVE-ESCAPE è un progetto di mostra che sarà presentato al termine del percorso formativo del 24esimo Corso in Pratiche Curatoriali di Venezia. Gli studenti si sono confrontati con una tematica quanto mai attuale: trovandosi a dibattere intorno al fenomeno delle echo chambers, la riflessione ha evidenziato come, nonostante Internet sia nato con l’intento di democratizzare le informazioni e renderle accessibili a chiunque, spesso abbia generato l’effetto contrario. La reazione di fronte alla diffusione esponenziale di notizie ha provocato la tendenza alla creazione di cosiddette “bolle-filtro”, cioè categorie di pensiero che rappresentano una personale e particolare zona comfort, all’interno delle quali ognuno mantiene intatta la propria forma mentis. Tale premessa è stata di fondamentale importanza per giungere al nucleo tematico effettivo del progetto: indagare intorno alla dicotomia fra libertà e sicurezza, declinata tuttavia nei diversi ambiti del vivere quotidiano. Il tema è stato oggetto di dibattiti filosofici per secoli, ma i risvolti sociali e politici di cui è intriso ne dimostrano tutt’oggi l’attualità: che cosa, effettivamente, fa sentire liberi e che cosa, invece, sicuri? Dove si pone il limite tra la definizione di libertà e quella di sicurezza?

LA MOSTRA
COMMAND-ALTERNATIVE-ESCAPE è una mostra site-specific che guarda in maniera critica alle soluzioni individuali che, giornalmente, gli uomini adottano per risolvere il duello tra libertà e sicurezza.In un mondo globalizzato, in cui l’accesso alle informazioni appare democratico ed illimitato e i confini geografici e culturali hanno lasciato il posto ad una collettività più ampia, eterogenea e sempre connessa, il risultato di questo eccesso di libertà sembra essere un ripiegamento su se stessi. Il crescente smarrimento di fronte ad un mondo senza barriere, aperto alla libera circolazione di merci e persone, fa sì che aumentino esponenzialmente quelle misure di sicurezza che rappresentano -a ben guardare- una limitazione preoccupante delle libertà personali.
La sensazione di insicurezza data dall’incapacità di tracciare un confine fisico entro il quale identificare se stessi e le proprie libertà, in un mondo che appare sempre più distaccato dalla realtà, fa sì che quest’ultima perda la propria sostanza a favore di una realtà virtuale capace di creare dei microcosmi all’interno dei quali si ha la sensazione di sentirsi sicuri. Il risultato è una cosciente autolimitazione della libertà di informazione, a favore della creazione di zone comfort, in cui gli stereotipi si autoalimentano e le capacità critiche di ognuno risultano sedate. A questo proposito, il sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman, autore del celebre saggio Modernità Liquida, affermava che la sicurezza è da intendersi: “non nel senso di salvezza dai terroristi, ladri e borseggiatori […] ma sicurezza nel senso di sapere dove tu sei, chi sei, su che tipo di futuro vuoi contare, cosa accadrà, se preserverai la tua posizione nella società o se verrai degradato e umiliato – questo tipo di sicurezza. Questa sicurezza per molte, molte persone – un numero crescente di persone – sembra in questo momento più attraente della libertà stessa”.
Oggetto di riflessione filosofica dall’età classica a quella contemporanea, la dicotomia tra libertà e sicurezza è stata indagata di volta in volta, sottolineando, con esiti differenti, quanto l’una sia in opposizione all’altra e quanto la prima comprometta necessariamente la seconda.

COMMAND-ALTERNATIVE- ESCAPE mette in mostra opere di artisti contemporanei che riflettono sulla sfera della loro individualità. Sia che gli artisti affrontino la polarizzazione libertà/ sicurezza mediante un processo dialettico, sia che sostengano che questi ideali siano tali in se stessi, COMMAND-ALTERNATIVE- ESCAPE intende valorizzare quei lavori che, attraversando l’ideologia collettiva e oltrepassando i confini privati della formazione e dell’esperienza delle verità individuali, metteranno in luce i potenziali conflitti, l’ironia, i pericoli o le opportunità che si celano dietro le parole libertà e sicurezza.